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design provocativo od errore

Qualche giorno fa si dibatteva con amici circa l’assoluta inutilità di alcuni oggetti presenti nelle nostre case, e mi è sorta una domanda veramente interessante: quali sono i peggiori pezzi di design della storia?


Forse risalire agli albori dell’inutilità è un obiettivo un po’ esagerato, ma trovare qualche oggetto interessante è sicuramente divertente!


La partenza per dipanare questo dubbio è sicuramente capire qual è la funzione primaria di un oggetto, o meglio quale dovrebbe essere; una sedia deve permetterci di sederci, una scarpa di proteggere il piede, una posata di portare il cibo alla bocca, e via dicendo.


Naturalmente come ogni elemento legato al mondo artistico ci sono molti oggetti che nascono dalla provocazione; Oliviero Toscani dice che “Oggi il design non è più l’armonia di tutte le funzioni, ma è un fenomeno di moda che si colloca tra la promozione delle vendite, il marketing e la futilità”.


Verità o provocazione?


Sicuramente gli oggetti scelti per la mostra di Joe Velluto sono molto provocativi. “Useless is more” sedia:

 

 

Ma si può dire lo stesso di altri oggetti? Provocazione o erroraccio?
“Ai posteri l’ardua sentenza!”

Iniziamo con “Loope Lupita”: più che una seduta è una sdraio ma la schiena rimane curvata come un lombrico, design perfetto, ma ho i miei dubbi sulla comodità!

 

 

Stefan Zwicky nel 1980 ha realizzato una poltrona omaggio della mitica Petite chair di Le Corbusier, come dire, durevole, ma non molto morbida come seduta.

 

 

La “ Stick Chair” di Carlo Volf è un vero esperimento di equilibrismo! Provare a sedersi per credere!!!

 

 

Lavorando sul concetto dei bastoncini Mauricio Alfonso ha elaborato un tavolo che concettualmente è meravigliosamente trasformabile, ma per essere un tavolo è decisamente poco utile per appoggiarci qualcosa; premiata comunque la fantasia!

 

 

 

Sempre in tema tavoli, vi vorrei vedere a cena su questo non semplicissimo tavolo!
Meglio non utilizzare piatti!

 

 

La cucina rimane comunque il regno del design-eccesso.
Si aiutano i più pigri, ad esempio con il cono “auto girante” o con un “mescitore “ di vini automatico:

 

 

 

Per i più precisi si pensa anche a squadrare la natura; mai pensato alle uova quadrate?


Peccato! Perché da oggi si può! Utilissimo squadratore di uova!

 

 

Per la cucina ed oltre! I cestini da pic-nic sono superati, adesso si imbusta frutto per frutto ed ecco un fantastico porta-banana!


http://www.bananaguard.com/

 

 

Lo stile coordinato è tutto, ma forse le ciotole pelose sono un eccesso anche per il designer più intransigente!

 

 

Ma il massimo dell’eccesso si esprime nel fashion design, in questo caso, le scarpe.
Domanda: a cosa servono le scarpe?


A tenere il piede caldo e/o a separarlo dal terreno.. siete sicuri?
Perché non è sempre così:

 

 


Non concordo con Oliviero Toscani, ma mi sento più affine alla definizione studiata da uno dei più grandi designer, Achille Castiglioni: “....È difficile dare una esatta definizione di industrial designer, ma credo che risulti chiaro quello che io definisco un vero industrial designer: colui che, lavorando in gruppo progetta e realizza oggetti veri per dei bisogni reali.”


.. e così è, anche se ogni tanto scappa un po’ la mano!

Stay tuned

 

 

 

 





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