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  • Rooftop: dal cinema alla realtÓ di uno skyline incantevole

ospite del blog la giornalista Barbara Franco


Questa settimana “design for a better life” ospita una giornalista vera!
Ispirata dall’idea di scrivere dei luoghi che migliorano la vita, Barbara Franco ci porta sulle ali della letteratura !


Il cinema ci ha ambientato numerose scene ormai entrate nel patrimonio iconografico collettivo: nelle pellicole in bianco e nero lenzuola svolazzanti stese ad asciugare su ampie terrazze erano complici di corteggiamenti clandestini o di raduni illeciti tra malviventi: vi ricordate Totò che, ne I soliti ignoti, vi incontra i compagni di bisboccia – Mastroianni e Gassman tra gli altri - per spiegare il sistema di Fu Ci Min per aprire le casseforti?

Nei thriller americani le sconfinate terrazze dei grattacieli sono spesso palcoscenico di improbabili inseguimenti che culminano, nella gran parte dei casi, con la caduta del cattivo nel vuoto (come dimenticare il giovane Kevin Costner che si vendica dell’uccisione dell’amico ne Gli intoccabili?).


 A noi fanciulle piacciono perché evocano le prime brezze calde, sinonimo di serate intense, di chiacchiere, vestiti leggeri, musica diffusa e bollicine. E’ un’immagine paillettosa, la nostra, che risente certamente dei fantastici party visti in Sex and the City, la serie televisiva che ci ha fatto sognare serate divertenti e maliziose con una vista mozzafiato sulla Grande Mela.

 

 

 

Ma, nella versione nostrana più abbordabile, sono anche scenario di allegre tavolate colorate e chiassose alla maniera de Le fate ignoranti di Ozpetek.

Qualsiasi immagine vi associamo, oggi le terrazze nelle principali città del mondo sono sinonimo di roof garden bar o rooftop bar, luoghi incantevoli da cui godere di prospettive privilegiate, dove è possibile prendere distanza dal caos e respirare atmosfere rarefatte, fatte di incontri e tempo messo in pausa. Design, buona musica lounge, candele e luci soffuse e selezione di drink internazionali sono gli ingredienti comuni alla maggior parte di essi.


Il primo che ho visto nella mia vita è stato il NuTeras a Istanbul, una città che ne conta moltissimi! Si tratta di un bar ristorante incantevole, nascosto in un edificio qualunque di una via qualunque, insospettabile e introvabile se non fosse stato per il consiglio della nostra amica Melis. Il bancone dà le spalle alla città, cosicché seduti a farsi un aperitivo si può godere di una vista mozzafiato sul Corno d’Oro.

 


 

 

A New York, dove sono nati, ci sono i più suggestivi, soprattutto per chi ama uno skyline metropolitano. Il primo e più grande è il 230 Fifth, sull’omonima via, da cui è possibile vedere da una prospettiva privilegiata l’Empire State Building e i principali grattacieli della Grande Mela (anche in inverno grazie alla coperta in pile in dotazione).

 

 

 

 Ma se il 230 Fifth è il capostipite, il più in auge al momento è il Press Lounge, dotato di piscina (anche se l’abbigliamento sportivo non è ammesso!) e un incantevole vista sull’Hudson. Anche in questo caso non possono mancare i parapetti in vetro per ampliare ulteriormente l’effetto “sospensione nel vuoto”.

 

 

  

 

Se i paesaggi che preferite, invece, sono quelli archeologici, non potete perdere il Galaxy Bar di Atene! Dal rooftop dell’Hotel Hilton è possibile ammirare un magico tramonto sull’Acropoli ed estraniarsi dal traffico caotico della capitale greca. Un bancone che corre lungo il perimetro dell’edificio e diverse tonalità di bianco sono le caratteristiche principali di questo locale.

 

 

Se siete di passaggio a Parigi e siete amanti della cultura, il più indicato è Le Georges, situato sulla terrazza del Centre Pompidou. Sarà perché ci si trova in uno dei templi dell’arte mondiale, ma il contrasto tra l’arredamento, molto minimal e improntato al vetro e alle strutture in acciaio, e la vista della magnificenza delle architetture della Ville Lumière è ancora più suggestivo nel suo essere stridente.

 

 

 

 

 

Uno sguardo romantico su una città imperiale splendida è quello che si può gettare dall’Atmosphere Rooftop Bar &Lounge di Vienna, all’ottavo piano dell’Hotel Ritz-Carlton. Se cenarci è piuttosto proibitivo per i costi, è sicuramente il caso di andarci almeno per un drink: sui morbidi cuscini bianchi degli eleganti divanetti scuri la città appare ancora più misteriosa.

 


 

 

E in Italia? Anche da noi i roof bar si stanno diffondendo a macchia d’olio, assecondando i gusti di chiunque. Uno dei più apprezzati della capitale è il Roof Top Bar &RestaurantI Sofa all’hotel St. George, nella centrale Via Giulia, da cui si può ammirare la Città Eterna in un ambiente caldo e mangiando degli ottimi piatti.

 

A Venezia è ancora una volta l’Hotel Hilton a regalare il roof più bello dal Molino Stucky sulla Giudecca. Premiato come miglior Design Bar d’Italia, questo skybar sorge all’ultimo piano di un antico mulino ristrutturato e trasformato in hotel; da qui la laguna è incantevole e, in caso di caldo afoso, anche la piscina non è male!

 

 


 

 

Per finire, per campanilismo non posso non citare lo skybar più bello di tutto il Lago Maggiore, quello dell’hotel La Palma di Stresa. Anche in questo caso morbidi cuscini, parapetti di vetro e luce soffusa di sculture a forma di palla aumentano l’estasi con cui si gode della vista a 360° sulle isole borromee, sul lago e sulle colline. Un incanto soprattutto durante i tramonti estivi.

 

 

 

"top roof for a better life"

Stay tuned

 

 

 

 

 





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